a cura di Antonietta Manzi
La guerra è finita e a Londra un gruppo di ragazze lavoratrici indigenti condivide le stanze di un istituto assistenziale, scambiandosi creme e aspirazioni, bollini della tessera annonaria e un unico vestito elegante. Tra intrighi amorosi e piccole avventure quotidiane, questo romanzo sembra avere tutte le caratteristiche di una commedia brillante, ma pagina dopo pagina si avverte un’ombra avvicinarsi e prendere sempre più spazio, fino al compimento del dramma che travolgerà il destino delle protagoniste.
“Dai dormitori ai piani bassi la gente per strada sembrava più grande, e si vedevano i sentieri del parco. Le brave persone erano tutte povere, ma poche erano brave quanto quelle ragazze che guardavano fuori dalla finestra la mattina presto per vedere che tempo faceva ai Kensington Gardens, o contemplavano il verde nelle sere d’estate, come riflettessero sui mesi a venire, sull’amore e le relazioni amorose. I loro occhi emanavano una luce ardente e bramosa che si sarebbe potuta scambiare per quella che accende lo sguardo del genio, e invece era solo gioventù. La prima delle Regole dello Statuto, redatto in qualche remota e innocente data dell’epoca edoardiana, continuava bene o male ad adattarsi a queste ragazze: “Il May of Teck Club è stato fondato per offrire sicurezza economica e protezione sociale alle signorine di pochi mezzi sotto l’età di trent’anni costrette a risiedere lontano dalle loro famiglie per esercitare una professione a Londra”. Come si rendevano conto anche loro in misura variabile, poche persone al mondo in quel periodo erano più incantevoli, più ingegnose, più commoventi e simpatiche, e, incidentalmente, più crudeli delle ragazze di pochi mezzi.”
Muriel Spark, Ragazze squattrinate, Adelphi 2026, 18.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA







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