rubrica curata da Antonietta Manzi
Questo piccolo saggio offre un affascinante percorso nella comprensione del caleidoscopio napoletano, nel suo multiforme intreccio di cultura popolare e tradizione aristocratica, sacralità e sensualità, ribellione lazzara e conoscenza giacobina. Il segreto di Napoli non può essere risolto in pieno e nessuno può dichiararsene detentore,ma l’autrice ci propone un viaggio gustoso di profonda erudizione e, allo stesso tempo, alla portata di tutti.
“Neapolis, la città nuova, in realtà sa già di antico ed è stata rifondata più volte; dunque ha già acquistato la sua dimensione eterna più antica di Roma, sorella di altre città mediterranee. Nelle sue diverse vite è stata Partenope e il suo nome ci riporta al suo mito di fondazione, al suo essere città femmina, con il suo ventre cavo che racconta di sé stessa, che scopre le sue radici e le espone con pudicizia e sfrontatezza, come nei palazzi seicenteschi che attraversano il suo centro storico nei quali la città del “sopra”, apollinea e splendente, e la città del “sotto”, dionisiaca e misteriosa, si coniugano. Napoli non dimentica mai chi è e chi è stata, nonché quanto sia diversa nelle sue profonde contraddizioni. Si espone e si offre, si nasconde e si nega: la maternità vince sulla malìa a causa dello scacco seduttivo subito dalla sirena Partenope che non riuscirà a irretire Ulisse e che per questo si lascerà morire sulle coste che prenderanno il suo nome.”
Annalisa Di Nuzzo, Napule è… Piccola antropologia partenopea, Il Melangolo 2024, 15.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA







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