rubrica a cura di Antonietta Manzi

Massimo Troisi può essere considerato un rappresentante della filosofia sofistica? E a quale visione del mondo riconduce un proverbio apparentemente oscuro come ” ‘a nave cammina e ‘a fava se coce”? A queste e altre domande risponde la nuova pubblicazione dell’esperto in cultura napoletana Zazzera, che con un tono lieve e a tratti ironico pone in dialogo tradizione filosofica e sapere popolare partenopeo, tra modi di dire, filastrocche e figure iconiche.

Il napoletano è portato, per lo più, a formarsi dell’estetica una concezione oggettiva, come quando afferma che ‘A mugliera ‘e ll’ate è sempre cchiù bella (e non importa che così si rischi di contravvenire al nono Comandamento), ma anche quando, in tema di bellezza femminile, esprime valutazioni in positivo (Santu Luca s’è spassato) o in negativo (San Giuseppe ‘nc’ha passato ‘a chianozza). Spesso, però, a prevalere è una concezione decisamente soggettiva, come quando si riconosce che Addó ‘nc’è gusto nu’ ‘nc’è perdenza e, ancora più che Ogne scarrafone è bell’â mamma soja. Ma il bilanciamento tra le due visioni s’incontra nell’affermazione: Magnaa gusto tujo e viéste a gusto ‘e ll’ate, che ammette il diritto di scelta almeno in un’ipotesi priva di apparenza esteriore e, perciò, meno criticabile.

Sergio Zazzera, La filosofia dei napoletani, Giannini 2026,  6.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA

Lascia un commento

In voga