rubrica a cura di Antonietta Manzi
Claudia Durastanti è una delle narratrici e traduttrici più interessanti della generazione degli attuali quarantenni. Questo volume è la sua prima raccolta di saggi, una miscellanea di scritti tra critica letteraria, musica e analisi politica, con un filo conduttore che è il legame tra corpo, potere e violenza. Una scrittura brillante e riflessioni non scontate, che confortano sulla capacità da parte di alcuni intellettuali di riuscire ancora a leggere il proprio tempo.
“Io, prima di generare la vita e che questo mi riguardasse, mi sono chiesta se non fosse il caso di togliersela. Una riflessione discontinua e timida, stemperata nei giorni e in eventi che non ricordo troppo bene e di cui ho provato a rendere conto anche qui. Come ho già detto, c’è troppo nella parola suicidio, ma forse c’è troppo anche nell’espressione desiderio di maternità. Entrambe descrivono un cortocircuito filosofico – Albert Camus e Sheila Heti ci ricordano che suicidio e maternità sono le domande primigenie di qualsiasi filosofia che si rispetti -, uno spericolato sfiorarsi delle grandi questioni dell’esistenza. Qualcosa di paragonabile ai pomeriggi di una domenica d’estate, quando invece di uscire a giocare ti siedi accanto a tuo padre sul divano e guardi passivamente una gara di Formula 1 e assisti al paradosso del tempo: una macchina si sta avvicinando a un’altra e per un istante non sai chi è in testa, anche se dopo capisci che c’è stato un doppiaggio. Tra la vita e la morte, vedi solo che sono pericolosamente vicine, in attesa della collisione.“
Claudia Durastanti, Falsi amici, Nave di Teseo 2026, 16.00 euro


Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA






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