Il 29 e 30 settembre il borgo celebra una delle sue tradizioni più sentite. Processioni per le strade e via mare, musica e fuochi pirotecnici per un appuntamento che quest’anno assume un valore ancora più speciale dopo l’inserimento della Festa di San Michele Arcangelo nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania
di Camillo Buono
Ci sono tradizioni che appartengono a un paese e altre che, con il trascorrere del tempo, finiscono per diventare il paese stesso. A Sant’Angelo la Festa di San Michele Arcangelo è una di queste.
Ogni anno, quando settembre volge al termine e l’estate lascia lentamente spazio all’autunno, il piccolo borgo marinaro torna a stringersi intorno al suo Santo Patrono. È un appuntamento fatto di fede e devozione, ma anche di memoria, appartenenza e identità.
Il 29 e 30 settembre Sant’Angelo tornerà dunque a celebrare solennemente San Michele Arcangelo, rinnovando una tradizione profondamente radicata nella storia della comunità santangiolese.
E quella del 2026 sarà una festa dal significato ancora più particolare.
Per la prima volta, infatti, i festeggiamenti si svolgeranno dopo l’inserimento ufficiale della Festa di San Michele Arcangelo di Sant’Angelo nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC), riconoscimento formalizzato dalla Regione Campania con Decreto Dirigenziale n. 382 del 13 agosto 2025.
Un riconoscimento che non premia semplicemente una manifestazione, ma ciò che essa rappresenta: una tradizione tramandata attraverso le generazioni e capace ancora oggi di riunire un’intera comunità.
Una festa che racconta Sant’Angelo
Per comprendere fino in fondo la Festa di San Michele bisogna viverla.
Bisogna vedere le stradine del borgo riempirsi di persone, ascoltare il suono della banda che attraversa il paese, osservare la statua del Santo portata in processione tra le case e percepire quella particolare atmosfera che accompagna giornate attese per un anno intero.
Ma soprattutto bisogna vedere San Michele sul mare.
La processione via mare rappresenta infatti uno dei momenti più suggestivi e caratteristici della festa. Il Santo lascia la terraferma e viene accompagnato sulle acque che da sempre costituiscono parte integrante della vita e della storia di Sant’Angelo.
È quasi un abbraccio tra il Patrono e il suo paese: da una parte il borgo, dall’altra il mare, in mezzo le barche e una comunità che rinnova la propria devozione.
Ed è probabilmente proprio questa unione tra fede, mare, tradizione popolare e identità collettiva ad aver reso la festa qualcosa che va ben oltre il semplice calendario degli appuntamenti religiosi.
Il triduo dal 26 settembre
La preparazione alla festa inizierà sabato 26 settembre con il triduo dedicato al Santo Patrono, che proseguirà fino a lunedì 28.
Ogni sera, alle 18.00, sarà recitato il Santo Rosario, seguito alle 18.30 dalla Santa Messa con la meditazione di Don Jorvi Jose Santos, che accompagnerà la comunità durante il periodo dei festeggiamenti.
Poi, martedì 29 settembre, entrerà nel vivo la festa liturgica di San Michele Arcangelo.
La giornata inizierà alle 8.00 con la Santa Messa e alle 9.15 con la tradizionale Diana, lo spettacolo pirotecnico mattutino che annuncerà il giorno principale della festa.
Alle 9.30 arriverà la Banda Musicale “Aurora – Città di Panza”, che effettuerà il tradizionale giro per il paese, mentre alle 10.30 sarà celebrata la Santa Messa solenne in Parrocchia.
A mezzogiorno spazio alla musica con il concerto mattutino in Piazza diretto dal Maestro Nicola Lauro.
Nel pomeriggio, alle 18.00, nuova celebrazione solenne e, alle 18.45, la processione per le strade del paese: uno dei momenti nei quali la devozione dei santangiolesi torna a mostrarsi nella sua forma più autentica, con San Michele che attraversa le vie del borgo accompagnato dai fedeli.
Alle 22.00 la Piazza ospiterà il concerto degli “Appassionante”, a cura del Comune di Serrara Fontana, mentre alle 23.30 i fuochi artificiali della Pirotecnica Baranese chiuderanno la prima giornata dei solenni festeggiamenti.
Il 30 settembre San Michele incontra il mare
Mercoledì 30 settembre sarà la seconda grande giornata della festa.
Alle 9.30 tornerà per le vie del paese la Banda Musicale “Aurora – Città di Panza”, mentre alle 10.00 sarà celebrata la Santa Messa.
Alle 11.00 partirà la processione fino alla Piazza, dove la statua di San Michele Arcangelo resterà esposta alla venerazione dei fedeli. Una nuova Diana saluterà la giornata conclusiva.
A mezzogiorno la Banda Musicale effettuerà il tradizionale giro in barca verso Punta Chiarito e lungo la spiaggia dei Maronti.
Alle 18.00, in Piazza, sarà celebrata la Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo di Ischia, Mons. Carlo Villano, con i canti liturgici della Corale della Parrocchia di San Leonardo Abate diretta dal Maestro Nicola Lauro.
Poi, alle 19.00, arriverà uno dei momenti più attesi ed emozionanti: la processione per mare.
La statua del Santo sarà imbarcata al porticciolo dei pescatori e proseguirà sotto costa verso Punta Chiarito, quindi verso Punta Maronti, prima del ritorno a Sant’Angelo.
Una processione che ogni anno regala immagini straordinarie e che rappresenta forse meglio di ogni altra cosa il legame tra San Michele e questa comunità di mare.
Alle 21.30 lo sbarco “Sotto la Torre” e la processione con fiaccolata fino alla Piazza, prima del rientro in Chiesa.
Alle 22.00 il concerto lirico-sinfonico della Banda Musicale “Aurora – Città di Panza”, con la partecipazione di cantanti lirici solisti internazionali e della Corale INARIME.
Infine, alle 23.30, saranno i fuochi artificiali piromusicali della Pirotecnica Santa Chiara FIREWORKS di Ascoli Piceno a chiudere i solenni festeggiamenti.
Il riconoscimento della Regione Campania
Quest’anno, però, quelle immagini avranno inevitabilmente un significato ulteriore.
L’inserimento nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania, nella sezione dedicata alle “celebrazioni”, ha riconosciuto formalmente ciò che generazioni di santangiolesi hanno custodito nel tempo.
In occasione dell’annuncio, il sindaco di Serrara Fontana Irene Iacono aveva definito il riconoscimento «un traguardo storico per Serrara Fontana», sottolineando come la Festa di San Michele non rappresenti soltanto una celebrazione religiosa, ma il cuore dell’identità della comunità.
Un patrimonio che vive proprio perché continua ad essere celebrato.
Non dentro un museo, non soltanto nei documenti e nelle fotografie del passato, ma nelle persone che ogni anno preparano la festa, nelle famiglie che la attendono, nei fedeli che seguono la processione e nei giovani ai quali questa tradizione viene consegnata.
Quando Sant’Angelo torna ad essere una sola comunità
Ed è forse questo il significato più profondo della Festa di San Michele.
Per due giorni Sant’Angelo diventa ancora più Sant’Angelo.
Le sue stradine, il porticciolo, la piazza, le case affacciate sul mare, le barche e persino gli scogli diventano parte di un unico grande scenario nel quale religiosità e tradizione popolare riescono ancora a camminare insieme.
Ci saranno le bande, i concerti, le luci e i fuochi che illumineranno il mare.
Ma prima di tutto ci sarà San Michele.
Ci sarà quella statua che torna a percorrere le stradine del paese tra la sua gente e poi, come accade da generazioni, salirà su una barca da pesca e prenderà il mare.
E mentre il corteo di imbarcazioni accompagnerà il Patrono lungo la costa, ancora una volta Sant’Angelo racconterà senza bisogno di troppe parole ciò che questa festa rappresenta.
La fede di un popolo. La memoria di chi c’era prima. L’identità di chi c’è oggi. E una tradizione da consegnare a chi verrà domani.
Quest’anno con una consapevolezza in più: quella tradizione che i santangiolesi hanno custodito per generazioni è oggi ufficialmente riconosciuta come parte del patrimonio culturale immateriale della Campania.
Ma per Sant’Angelo, in fondo, lo era già da sempre.







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