Domani, mercoledì 4 novembre, il Comune di Serrara Fontana celebrerà la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate con due cerimonie commemorative in programma a Sant’Angelo e Fontana. Alle celebrazioni prenderanno parte anche gli alunni della scuola primaria dell’I.C. Anna Baldino di Fontana, a testimonianza dell’importanza di tramandare alle nuove generazioni la memoria e i valori della nostra storia.

dalla redazione

Una giornata dedicata alla memoria, al rispetto e alla riconoscenza verso quanti, nel corso della storia, hanno sacrificato la propria vita per la Patria, contribuendo alla costruzione dell’Italia unita e alla difesa della sua libertà.

Il 4 novembre rappresenta una delle ricorrenze più significative della storia nazionale. In questa data, nel 1918, entrò in vigore l’armistizio di Villa Giusti, che segnò per l’Italia la fine delle ostilità della Prima guerra mondiale. Una data che, ancora oggi, invita a riflettere sul valore della pace, dell’unità nazionale e sul sacrificio di intere generazioni.

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale di Serrara Fontana, guidata dal sindaco Irene Iacono, renderà omaggio ai Caduti attraverso la tradizionale deposizione delle corone di alloro presso i monumenti commemorativi del territorio.

Il programma delle celebrazioni prevede due appuntamenti:

  • Ore 9:30 – Sant’Angelo: cerimonia di deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti.
  • Ore 11:15 – Fontana: cerimonia di deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti.

Particolarmente significativa sarà la partecipazione degli alunni della scuola primaria di Fontana, la cui presenza darà alla commemorazione un valore ancora più profondo. Perché ricordare non significa soltanto rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita, ma anche fare in modo che quel sacrificio continui ad avere un significato per chi verrà dopo di noi.

La presenza dei bambini rappresenta proprio questo ideale passaggio di testimone tra generazioni. Un’occasione per avvicinare i più piccoli alla storia del nostro Paese, aiutandoli a comprendere che la libertà, la pace e la democrazia di cui oggi godiamo non sono conquiste scontate, ma il frutto di un percorso segnato anche da sofferenze e sacrifici.

Due momenti di raccoglimento dunque, che rappresentano anche un’occasione per rinnovare il legame tra la comunità e la propria storia, ricordando uomini che, lasciando le proprie famiglie e i propri affetti, furono chiamati a vivere una delle pagine più drammatiche del nostro Paese.

La ricorrenza è anche un’occasione per esprimere gratitudine alle donne e agli uomini delle Forze Armate che, quotidianamente, operano al servizio dello Stato, in Italia e all’estero, contribuendo alla sicurezza, alla difesa delle istituzioni e alla salvaguardia della pace.

Ricordare il passato significa anche comprendere il valore del presente. Perché dietro ogni nome inciso su un monumento ai Caduti c’è una storia, una famiglia, una vita interrotta e una memoria che merita di essere tramandata.

Ed è forse proprio nella presenza dei bambini che questa giornata trova uno dei suoi significati più belli. Perché un monumento non deve essere soltanto una pietra sulla quale sono incisi dei nomi, ma un luogo capace di raccontare una storia. Una storia che appartiene a tutti noi e che abbiamo il dovere di custodire e consegnare alle generazioni future.

Le celebrazioni del 4 novembre rappresentano, dunque, non soltanto un doveroso omaggio a chi non è più tornato, ma anche un invito a non dimenticare.

Perché la memoria continua a vivere soltanto quando qualcuno si prende cura di tramandarla.

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