di Mollo Elia|
Il termine “leggenda“ deriva dal latino e significa “degne di essere lette“.
Abbiamo esordito con questo piccola introduzione perché è proprio di una leggenda oggi che vi vogliamo parlare, una leggenda a noi cara perché legata alla nostra isola che, proprio come ci insegna la definizione della parola “leggenda” non potrete fare a meno di leggere.
E allora noi possiamo fare a meno di raccontarvela? Ma certo che no!
Questa leggenda risale al periodo romano secondo la quale Ischia fu creata da un gigante di nome Tifeo, personaggio della mitologia greca, figlio di Gea e Tartaro.
Noi oggi sappiamo che Ischia, fa parte delle isole flegree insieme a Vivara, Procida e Nisida, ma, geologicamente, è considerata il risultato di varie eruzioni avvenute nel corso degli ultimi 150.000 anni.
E così, i primi coloni che si insediarono sulla nostra isola, attraverso il mito di questo gigante, in qualche modo vollero spiegarsi i vari fenomeni vulcanici e naturali della nostra isola che in quel tempo erano qualcosa di poco conosciuto e per questo spesso creavano spavento, ma soprattutto, non avevano le conoscenze scientifiche e non sapevano come controllarli.
In questa visione fantastica secondo gli antichi i terremoti che si verificavano erano causati dai movimenti e dalle contorsioni del gigante Tifeo, mentre dallo scorrere delle sue lacrime e dal suo respiro caldo che si rialzava dal fondo della terra sgorgavano le nostre acque termali e le fumarole, che hanno sempre caratterizzato la nostra isola rendendoci famosi nel mondo.
Ma ritorniamo al nostro gigante Tifeo, che tra l’altro significa “fumo stupefacente”, quasi come avesse un legame profondo e intrinseco con il sottosuolo; per avere un’idea del suo aspetto a dir poco angosciante e minaccioso vi possiamo dire che era talmente alto da superare le montagne, era metà uomo e metà bestia, viene descritto con la testa d’asino e le ali di pipistrello e 100 teste di serpenti facevano capolino da dietro le sue spalle. Ma non è finita qui, ognuna delle sue gambe era composta da due draghi con le teste che spuntavano da dietro le anche, e per finire dai suoi occhi uscivano delle grandi lingue di fuoco mentre dalla bocca lanciava pietre infuocate.
Secondo la storia gli Dei scapparono terrorizzati al suo arrivo, infatti riuscì a mettere in fuga l’intero Olimpo e perfino Zeus che in un primo momento si arrese a lui; solo dopo essere stato ripreso dalla figlia Atena si fece coraggio e iniziò una durissima e lunga lotta con il titano. Quest’ultimo riuscì ad avere la meglio sul re degli Dei, che fu rinchiuso in una caverna dopo che il titano gli tagliò i tendini dei polsi e delle caviglie finché non arrivò Ermes a curarlo e liberarlo. A quel punto l’ira di Zeus era incontenibile e riprese la lotta contro Tifeo scagliando su quest’ultimo una delle sue saette più potenti, mentre il titano dall’altra parte era pronto a lanciargli contro un imponente masso di rocce. Il titano colpito dalla saetta, si fece scappare il masso dalle mani e fu definitivamente e letteralmente schiacciato dal suo peso finendo così in mare, vicino alla spiaggia di Miseno. Da quel masso nacque Ischia e Tifeo fu condannato a sostenere la nostra isola sulle sue spalle per il resto dell’eternità.
La storia continua, non finisce qui, perché molte zone della nostra isola prendono il nome proprio dal corpo di Tifeo:
⁃ Panza: presenta il suo corpo e ventre;
⁃ Testaccio: come possiamo capire dal suono della parola rappresenta la testa;
⁃ Lacco Ameno: con il suo inconfondibile “fungo“ rappresenta la parte del corpo innominabile.
C’è ancora un altro legame tra Ischia e il titano!
Sulla costa nord occidentale della nostra isola c’è un insenatura rocciosa, stiamo parlando precisamente della baia di Sorgeto, questa grotta è stata nominata: la bocca di Tifeo, poiché la forma della sua entrata dà proprio l’impressione di una bocca di un gigante e inoltre secondo la tradizione popolare si pensa sia stata proprio la dimora del gigante.
Da questa leggenda viene tramandata nei secoli di padre in figlio,e noi non possiamo fare altro che ringraziare il gigante Tifeo, terrore dell’Olimpo, che ha reso le acque della nostra isola calde e fertili regalandoci tanta ricchezza e notorietà nel mondo con le acque termali e le fumarole tipiche dell’isola verde richiamo di numerosi turisti.
L’immagine di copertina è un dipinto di Dario Di Meglio







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