di Camillo Buono
Ciò che raccontiamo è stato un susseguirsi di eventi, segnali, silenzi e attese. Prima il progetto della Società Ischia Calcio, poi un momento di apparente stallo, quasi sospeso tra dubbi e voci di corridoio. Oggi, però, il post pubblicato dal Sindaco di Ischia Enzo Ferrandino sembra aver riportato chiarezza e soprattutto aver messo a tacere quelle illazioni che, nelle ultime settimane, avevano accompagnato il dibattito attorno al futuro dello Stadio Stadio Enzo Mazzella.
L’Amministrazione comunale di via Iasolino ha confermato pubblicamente di aver ricevuto la proposta dell’Ischia Calcio per la concessione e la riqualificazione dell’impianto sportivo, avviando un percorso di valutazione che guarda agli aspetti economici, progettuali e sociali dell’iniziativa. Un passaggio importante, perché restituisce trasparenza ad una vicenda che meritava chiarezza pubblica e non soltanto discussioni sussurrate nei corridoi.
Il progetto ambizioso legato al Mazzella sembra aver ridato entusiasmo all’ambiente gialloblù, al Presidente Luigi Lauro e a tutto lo staff tecnico e sportivo. E forse il punto centrale è proprio questo: Ischia merita molto di più di ciò che, calcisticamente e strutturalmente, è stata negli ultimi decenni.
Non si può vivere soltanto di amarcord, di fotografie ingiallite e ricordi gloriosi. Lo sport moderno vive di visione, programmazione e futuro. E questa nuova prospettiva, oggi, sembra avere un nome e un cognome: Luigi Lauro.
Il calcio cambia, evolve, si trasforma insieme alla società civile. E allora anche lo Stadio Enzo Mazzella non può più essere soltanto un’opera pubblica lasciata lì a segnare il tempo che passa. Quel tempo deve essere utilizzato, valorizzato, investito. Deve diventare opportunità, aggregazione, crescita sportiva e sociale.
Se oggi esiste chi ha il coraggio di presentare un progetto, di immaginare investimenti, di proporre una riqualificazione concreta, allora quelle idee devono essere ascoltate e valutate con serietà. Ed è altrettanto giusto che le scelte, le ponderazioni e le valutazioni degli addetti ai lavori vengano rese pubbliche, condivise con la comunità, spiegate ai cittadini e ai tifosi, senza restare chiuse dentro una stanza o dimenticate in un cassetto.
Perché Ischia, come isola e come realtà sportiva, merita molto più dei silenzi, delle mezze parole e delle illazioni. Merita confronto, coraggio e soprattutto una direzione chiara verso il futuro.







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