Il Venerabile Giuseppe Morgera, parroco di Casamicciola nel giorno della sua morte, “Dies Natalis”, avvenuta a Casamicciola il 17 aprile 1898:“Pastore secondo il cuore di Dio e Padre dei poveri”.

di Luigi Schiano

Quando ne fu annunziata la morte e la triste nuova si sparse per Casamicciola e per tutta l’isola di Ischia, il dolore destò tutti i cuori; la tristezza si dipinse in tutti i volti; le lacrime scorrevano dagli occhi di tutti, come in una pubblica calamità, come se fosse in quest’uomo solo mancato a tutti il padre, il fratello, l’amico, e il popolino ripeteva: ‘È morto il Santo’.” (Sac. Aniello Buonocore)

L’isola di Ischia vanta tanti esempi di vita sacerdotale, di sacerdoti secondo il cuore di Dio che hanno “santificato”, con l’amministrazione dei sacramenti, la parola e l’esempio, il popolo a loro affidato. Oltre a guardare ai due santi patroni che il popolo isclano mira con devoto omaggio, imitando le loro virtù, ossia Santa Restituta d’Africa, martire di Abitene, arrivata per segno divino nella cala di San Montano “ad ripes” a Lacco Ameno, e San Giovan Giuseppe della Croce, frate alcantarino, confessore, concittadino e più bel fiore d’Aenaria, Ischia cattolica guarda ad una figura sacerdotale che brilla per il suo operato di “missione e misericordia” speso nella totalità della sua vita: parliamo del parroco di Casamicciola don Giuseppe Morgera, dichiarato dalla Santa Sede, dal 2002, venerabile.

Ma chi era Giuseppe Morgera?

Primogenito di otto figli, nacque a Casamicciola nell’isola d’Ischia il 1° gennaio 1844; fu affidato fin dai quattro anni al nonno materno, persona profondamente cristiana.
Fu naturale per lui accogliere la chiamata al sacerdozio e compì i necessari studi nel seminario vescovile d’Ischia, venendo ordinato sacerdote il 22 settembre 1866. Dopo un periodo di studi presso il Collegio Romano di Roma, ritornò ad Ischia e il 1° gennaio 1870 fu nominato cappellano della chiesa del Buon Consiglio di Casamicciola, detta anche “dei marinai”, dedicandosi alacremente all’apostolato, specie con i fanciulli ed i giovani.

In questo periodo si ritiene risalga la stesura della “Vita di S. Giuseppe” e l’inizio della “Vita di Gesù Cristo”; inoltre il giovane sacerdote Giuseppe Morgera, a partire dal 1879, trovò il tempo di andare a predicare fuori dall’isola, allargando la sua opera fino a Napoli e Gaeta.

Nel 1882 l’allora parroco di Casamicciola, don Carlo Mennella, fu nominato vescovo ausiliare d’Ischia, continuando però l’ufficio di parroco; quindi don Giuseppe Morgera venne nominato vice parroco il 9 gennaio 1882. L’allargamento del numero dei fedeli di Casamicciola, in questa nuova sede, era notevole e il vice parroco dovette affrontare tante situazioni e realtà ben diverse da quando era cappellano della chiesa “dei marinai”.

Ed è impegnato in questo compito che si trovò quando il disastroso terremoto del 28 luglio 1883 colpì Ischia, ma particolarmente Casamicciola, che fu rasa completamente al suolo. Vittima egli stesso del sisma, si adoperò al limite delle sue forze per soccorrere i superstiti, toccando le vette più alte dell’eroismo nella carità.

Ferito, fu ricoverato in ospedale a Napoli, rimanendovi fino al 26 settembre, nonostante tutte le sue suppliche per ritornare nell’isola; quando sbarcò a Casamicciola era ancora zoppicante e appoggiato ad un bastone.

Il vescovo ausiliare e suo parroco, Carlo Mennella, era perito sotto le macerie e Giuseppe Morgera, ancora convalescente, divenne parroco il 16 dicembre, nella distrutta chiesa parrocchiale.

Si dedicò eroicamente alla ricostruzione spirituale e materiale del territorio della sua parrocchia, vincendo innumerevoli difficoltà; poté, dopo undici anni, l’8 luglio 1894, far benedire la prima pietra del nuovo tempio, poi completato e consacrato il 31 maggio 1896, dedicato al Sacro Cuore di Gesù e a Santa Maria Maddalena.

Uomo e sacerdote di grande fede ed intelligenza, svolse un’assidua e ammirevole azione pastorale, rivolta alla rinascita, in tutti i sensi, della sua comunità così duramente colpita.

Scrittore fecondo, scrisse ben undici testi di apologia religiosa, pastorale e catechismo, tutti pubblicati e in parte ristampati negli anni in cui visse.

Il venerdì di Pasqua del 15 aprile 1898, il parroco Morgera, mentre celebrava nel nuovo tempio il rito di benedizione di un nuovo altare di marmo, dedicato a Gesù Crocifisso, seguito dalla celebrazione della Messa, venne colpito, al momento della consacrazione, da un’improvvisa emorragia cerebrale, tra lo sgomento dei fedeli che affollavano la chiesa; trasportato quasi incosciente nella canonica, perse del tutto l’uso della parola e del movimento. Morì due giorni dopo, il 17 aprile 1898.

Il 13 novembre 1966 i suoi resti furono traslati dal cimitero alla sua ricostruita chiesa parrocchiale; la causa per la sua beatificazione, in fase diocesana, si tenne ad Ischia nel 1991 e prosegue a Roma presso la competente Congregazione. In data 23 aprile 2002 è stato proclamato Venerabile.

Don Giuseppe Morgera è divenuto un modello di virtù cristiane che la Chiesa propone ai suoi fedeli. Il segreto della sua giovinezza non consiste in ciò che fece, giacché le sue azioni sono iscritte nell’orizzonte temporale della sua esistenza e sono caratterizzate dalle modalità della sua epoca; non consiste neanche nelle cose che scrisse, dal momento che esse sono tributarie della cultura del suo tempo. La giovinezza della sua proposta, in realtà, consiste nell’esempio che ha lasciato di una vita donata, declinata interamente sul pentagramma della sua vocazione sacerdotale: la fedeltà a questa chiamata scoperta in famiglia, allevata in seminario e poi incarnata nel ministero. Una donazione incondizionata, sperimentata con la tessera della povertà, resistente all’urto del dolore, capace di donare speranza in un cammino di unità ecclesiale che, pur insediata sul territorio di Casamicciola, seppe captare i bisogni e le sofferenze della Chiesa universale.

Preghiamo affinché questo esempio fulgido di sacerdote, secondo il cuore di Cristo, padre dei poveri, sia preso a modello dai suoi confratelli sacerdoti e dai laici e che presto possiamo chiamarlo con l’appellativo di “Santo”.

Nella Basilica da lui voluta, come simbolo della risorta Casamicciola, dove riposano i suoi resti mortali, ha avuto luogo il triduo di preghiera. Oggi:
ore 9.30 Santa Messa
dalle 10.30 alle 12.00 confessioni e colloqui
ore 19.30 Santa Messa solenne celebrata dal Rev.do Don José Luis Gonzalez Gullón, della Prelatura dell’Opus Dei. Al termine lettura del Transito della morte del Venerabile don Giuseppe Morgera.

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