a cura di Antonietta Manzi

Una bambina senza nome è conosciuta nel suo villaggio perché è solita piangere spesso, anche senza apparente motivo. Un giorno compare, accompagnato da un uccellino colorato, un misterioso uomo vestito di nero, la cui missione è recuperare, vendere e scambiare lacrime di ogni tipo e colore. Da questo incontro la bambina comincerà il suo percorso di crescita e trasformazione, alla scoperta del mondo e di sé stessa. La scrittrice sudcoreana Han Kang, premio Nobel per la letteratura, ci regala una fiaba poetica sul dolore e sulla fragilità, con le lacrime e le emozioni come linguaggio che ci accomuna.

“La mattina dopo, al risveglio, la bambina ebbe la curiosa sensazione di essere diventata grande, come se avesse vissuto tante vite e visitato tanti luoghi sconosciuti. Quel giorno il cammino si rivelò particolarmente faticoso, ma lei adesso si sentiva tanto più forte. Anche quando inciampava in un sasso, invece di piagnucolare o mettere il broncio, scoppiava a ridere; e ogni volta che trovavano una pietra larga dove sedersi a riposare un po’, si divertiva a parlare in silenzio con l’uccellino, che le svolazzava intorno sfiorandole guance e palpebre con la coda blu, o con le morbide piume del petto, come per accarezzarla. Quasi volesse ripercorrere la scia delle sue tante lacrime. Quasi volesse a ogni costo bagnarci le piume.”

Han Kang, La scatola delle lacrime, Adelphi 2026, 12.00 euro

Il libro è disponibile presso “IMAGAENARIA – LIBRERIA E CASA EDITRICE” ISCHIA PONTE

Lascia un commento

In voga