Con la testimonianza del martirio ci invita a seguire Cristo e a testimoniare, con la nostra coerenza di vita, il deposito della fede che dai primi martiri è giunto fino a noi.
di Luigi Schiano
Dall’8 maggio, giorno in cui Santa Restituta “incontra il suo popolo” nella breve processione che tocca alcuni punti di Lacco Ameno prima dell’intronizzazione del suo venerato simulacro, fino al 18 maggio, nella Basilica a Lei intitolata si tengono i solenni festeggiamenti in onore della Santa africana approdata, per grazia singolare, nella località “Ad Ripas”, l’odierna Baia di San Montano.
In occasione della sua memoria liturgica, che cade il 17 maggio e che eccezionalmente quest’anno, coincidente con la domenica della Solennità dell’Ascensione, viene spostata al giorno 18, la Santa viene celebrata con il grado di Solennità, essendo Patrona dell’Isola e della Diocesi di Ischia insieme al nostro Santo concittadino e Patrono San Giovan Giuseppe della Croce.
Ma chi era Santa Restituta?
Santa Restituta, vergine e martire africana, secondo alcune fonti era originaria di Cartagine, secondo altre di Tenizia, cioè Ponizarius, forma grafica contraffatta di Hippo-Diarrhytus, l’attuale Biserta in Tunisia. Questa sorge sulla costa prospiciente lo stretto di Sicilia ed era già nel III secolo illustre sede episcopale presso Cartagine.
Restituta, formatasi alla scuola di San Cipriano, vescovo di Cartagine, fece parte del gruppo dei martiri Abitinesi, descritti nella “Passio SS. Dativi, Saturnini et aliorum”, redatta da Pio Franchi De’ Cavalieri.
Durante la decima persecuzione anticristiana ordinata dall’Imperatore Diocleziano nel 304, un folto numero di cristiani, provenienti anche dalle vicine città di Cartagine e Biserta, continuarono a radunarsi nella città di Abitina, nella casa di Ottavio Felice, per celebrarvi il rito eucaristico, detto “dominicum”, sotto la guida del presbitero Saturnino.
Una cinquantina di loro venne sorpresa dai soldati romani: furono arrestati, interrogati e quindi trascinati in catene a Cartagine.
Il 12 febbraio del 304 subirono l’interrogatorio rituale alla presenza del proconsole Anulino e, riconfermata la loro fede nonostante le torture, vennero condannati a morte. Fra loro c’era anche Restituta.
Mancano dati storici precisi sul luogo e sul tempo del suo martirio; la diffusione del culto di Santa Restituta in Italia è storicamente legata alla persecuzione vandalica del 429 in Nord Africa, ordinata dal re Genserico e descritta nelle pagine di Vittore di Vita.
Nei vari luoghi dove trovarono rifugio gli esuli cartaginesi ebbe origine la devozione alla martire africana.
Tra i luoghi legati al culto della Santa ricordiamo Napoli, Lacco Ameno sull’isola di Ischia, Palermo, Cagliari, Oristano, Calenzana in Corsica e Oricola, in provincia dell’Aquila.
A Napoli è intitolata alla Santa una basilica originariamente eretta dall’Imperatore Costantino, ma la festa di Santa Restituta si celebra con maggiore solennità sull’isola di Ischia, di cui è compatrona, in particolare a Lacco Ameno, di cui è patrona, dove il suo nome viene ricordato il 17 maggio con undici giorni di festeggiamenti, dall’8 al 18 maggio, culminanti con la processione del giorno 17.
Tardive “Passiones” medievali hanno completato gli scarsi dati storici citati. Ricordiamo quella dell’agiografo Pietro Suddiacono, risalente al X secolo, che descrive il processo, la condanna e il martirio della Santa che, stremata dalle torture, fu posta su una barca carica di stoppa intrisa di resina e pece. Quando questa fu portata al largo dai carnefici e data alle fiamme, la Santa rimase illesa, mentre il fuoco annientò l’altra imbarcazione con i suoi occupanti.
Restituta ringraziò il Signore, castigo degli empi, e invocò che un Angelo la accompagnasse durante la traversata. Esaudita, riconoscente, domandò di accedere alla pace eterna e serenamente spirò.
Una tradizione ultramillenaria narra ancora che la barca, guidata dall’Angelo, approdò all’isola di Aenaria, oggi Ischia, situata di fronte al Golfo di Napoli, toccando terra nella località detta “Ad Ripas”, oggi San Montano.
Viveva in quel luogo una matrona cristiana di nome Lucina. Avvertita in sogno dall’Angelo, si recò sulla spiaggia, dove trovò l’imbarcazione arenata e in essa il corpo intatto e splendente di Restituta. Radunata la popolazione, venne data solenne sepoltura alla Martire nel luogo detto Eraclius, alle falde dell’attuale Monte Vico in Lacco Ameno, dove sono conservati i ruderi di una basilica paleocristiana e dove sorge oggi un Santuario dedicato alla Santa.
Il viaggio leggendario ha ispirato il poeta francese Alphonse de Lamartine, che compose nel 1842 “Le lis du golfe de Santa Restituta dans l’île d’Ischia”.
Ricordiamo infine che a Cagliari, in via Sant’Efisio, nello storico quartiere di Stampace, si trova la cripta di Santa Restituta, una grotta in parte naturale e in parte artificiale, dove è posto un altare a tre nicchie. In quella centrale è situata una statua della Santa. Nella grotta vennero rinvenute nel 1614 delle reliquie a lei appartenenti: gli studiosi ritengono che esse siano state portate dai vescovi africani esiliati nel VI secolo dal vandalo Trasamondo. Ci si ricollega così ai martiri di Abitina citati in precedenza.
I resti mortali di Santa Restituta sono venerati nella Basilica di Santa Restituta nel Duomo di San Gennaro.
Il 15 maggio, nel pomeriggio, ha luogo il pio rito della vestizione della Santa con gli Ex Voto che i fedeli di tutta l’isola e gli emigrati in terre lontane hanno donato alla Santa in ringraziamento di grazie e favori celesti. La Santa viene collocata in un baldacchino barocco ligneo chiamato “trionfale”, nel quale vengono legati lacci rossi con gli Ex Voto, così come sul mezzo busto raffigurante la Santa Martire.
Domenica 17 maggio alle ore 18.30 avrà luogo la solenne processione diocesana con il simulacro della Santa via mare che, costeggiando il litorale, sbarcherà a Casamicciola per raggiungere in corteo la Basilica della Santa. Quest’anno ricorre il 70° anniversario della prima processione di Santa Restituta a Casamicciola.
Degna di nota è la Sacra rappresentazione del Martirio di Santa Restituta nella Baia di San Montano, ideata dal compianto Rettore Can. Don Pietro Monti e curata dall’associazione “Le Ripe”, che ogni anno il 16 maggio e quest’anno eccezionalmente il 18 maggio alle ore 20.45 mette in scena il martirio della Santa e il suo arrivo alla località “Ad Ripas”.
Nella nostra epoca, intrisa di conflitti e di un progressivo allontanamento dal “Dominicum”, ossia dalla partecipazione alla Santa Messa e ai Sacramenti, chiediamo alla Vergine e Martire Restituta di donarci un pizzico della sua fede granitica verso Cristo unico Signore, che testimoniò con il martirio cruento.
Facciamoci anche noi martiri, non però nello spargere il sangue, ma accettando ogni contrarietà, mortificazione e sofferenza, affinché la fede primitiva dei Santi Martiri dei primi secoli sia per noi esempio e sprone.







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