di Gerardina Di Massa
Ischia non è solo mare, è anche tradizioni e molte di queste rientrano nell’ambito enogastronomico. Una di queste annovera il famosissimo nocino, liquore amato da tutti, prodotto dalle sapienti mani delle massaie ischitane, che ogni anno si cimentano con ricette secolari. I
Il nocino o nocillo è un liquore dal sapore intenso e deciso, solitamente lo si prepara in concomitanza alla festa di San Giovanni Battista.
La notte a cavallo tra il 23 e il 24 giugno è da sempre considerata magica e ricca di significati simbolici. Si tratta della notte più corta dell’anno, un momento di passaggio tra la primavera e l’estate.
In diverse culture, questa data è associata a riti propiziatori.
La preparazione del nocino il giorno di San Giovanni Battista, affonda le radici in un passato fatto di storia e tradizione. Secondo quest’ultima, a raccogliere le noci devono essere le donne, scegliendole attentamente, prendendole manualmente e a piedi scalzi.
Le noci ancora acerbe, in numero dispari, vengono tagliate e messe a macerare nell’alcool fino alla notte dei morti il 31 ottobre, notte dedicata alla dea romana Pomona dea dei frutti e dei semi.
Da questo “rito” nasce il liquore, simbolo di appartenenza e di mistero.
Le raccolta delle noci avviene proprio il 24 giugno perché sono ancora acerbe e dunque ricche di oli essenziali. Tagliandole rilasciano le migliori proprietà, donando quel tocco unico al nocino. Si narra che le noci debbano essere raccolte all’alba, ancora bagnate dalla “guazza” (la rugiada) di San Giovanni, carica di poteri purificanti.
Come si prepara il nocino ischitano?
Dopo aver raccolto le noci, qualcuno ne raccoglie 24 in onore di San Giovanni Battista, si mondano e si asciugano bene. Si procede tagliandole in quattro parti. Disporle poi in un barattolo di vetro con chiusura ermetica e aggiungere 1 litro di alcol puro a 95°, 3 chiodi di garofano interi, una stecca di cannella e la scorza di un limone non trattato, tagliata a listarelle sottili.
Dopo aver svolto questi semplici passaggi, si sigilla il barattolo e lo si ripone in un luogo soleggiato per almeno 40 giorni. Durante questo arco temporale sarà opportuno agitare energicamente il contenuto per mescolare bene tutto.
Una volta trascorso il periodo di macerazione, in una pentola capiente far bollire 500 g di zucchero semolato con 300 ml di acqua. Mescolare continuamente fino a quando lo zucchero sarà completamente sciolto e otterrai uno sciroppo denso e limpido. Lasciare raffreddare lo sciroppo a temperatura ambiente. A questo punto bisognerà filtrare l’infuso alcolico attraverso un colino o una garza, eliminando le parti solide. Versare lentamente lo sciroppo freddo nell’infuso filtrato, mescolando bene per amalgamare i sapori intensi del Nocillo ischitano.
Travasare il nocino ottenuto in bottiglie di vetro scuro, in modo che non prendano luce. Il liquore va lasciato riposare in un luogo fresco e buio per almeno due mesi prima di gustarlo.
Un procedimento abbastanza lungo che però darà un risultato sensazionale, un liquore unico, dal sapore inconfondibile, che tutti amano, non solo gli ischitani.
Il modo migliore per godere del buonissimo liquore è servirlo a una temperatura di 16 ° come digestivo a fine pasto.
Ischia come sempre stupisce tutti, in mille modi, anche “solo” con un liquore, che divide la tradizione tra “sacro” e “profano”, miti e leggende.







Lascia un commento