Distributori a secco, supermercati in difficoltà e trasporti sempre più ridotti. La prima cittadina di Serrara Fontana in costante contatto con la Prefettura di Napoli. Anche in caso di conclusione della protesta, il ritorno alla normalità sull’isola potrebbe richiedere diversi giorni.

di Camillo Buono

La situazione sull’isola d’Ischia si fa di ora in ora sempre più preoccupante. Le notizie che si susseguono, le difficoltà negli approvvigionamenti e la progressiva riduzione dei servizi stanno alimentando un clima di crescente apprensione tra i cittadini, che cominciano a fare i conti con le conseguenze concrete della protesta degli autotrasportatori.

Da questa mattina, secondo le informazioni raccolte, nessun distributore di carburante sull’isola risulta operativo. Una situazione che, se dovesse protrarsi ulteriormente, rischierebbe di compromettere non soltanto la mobilità privata, ma anche il funzionamento di numerose attività e servizi.

Ma ciò che preoccupa maggiormente non è soltanto la mancanza di carburante.

Supermercati in difficoltà: scarseggiano latte e acqua

In diversi punti vendita dell’isola si cominciano a registrare difficoltà nel reperimento di alcuni beni di prima necessità.

Il latte risulta esaurito in diversi supermercati e anche le scorte di acqua iniziano a diminuire, alimentando ulteriormente le preoccupazioni delle famiglie.

Una situazione che evidenzia quanto il sistema di approvvigionamento di un territorio insulare sia particolarmente vulnerabile quando viene meno la regolarità dei collegamenti e del trasporto delle merci.

Se la protesta dovesse proseguire ancora per diversi giorni, le conseguenze potrebbero diventare ben più gravi, coinvolgendo settori essenziali della vita quotidiana.

La sindaca Irene Iacono: «Siamo in costante contatto con la Prefettura di Napoli»

In questo contesto, abbiamo contattato la sindaca di Serrara Fontana, Irene Iacono, per comprendere quali siano le principali criticità e le iniziative istituzionali in corso.

«Siamo in costante contatto, insiemi agli altri sindaci, con i vertici della Prefettura di Napoli, ai quali stiamo rappresentando le difficoltà che stanno emergendo sul nostro territorio e, più in generale, sull’intera isola. La situazione è particolarmente delicata e richiede la massima attenzione, soprattutto per le possibili ripercussioni sui servizi essenziali e sulle necessità quotidiane dei cittadini».

Anche a Serrara Fontana la situazione è particolarmente delicata. L’unico distributore di carburante presente nel territorio comunale, ubicato nella frazione di Succhivo, è infatti a secco già da alcuni giorni.

Ma le preoccupazioni dell’amministrazione comunale vanno ben oltre la possibilità dei cittadini di rifornire le proprie automobili.

La preoccupazione maggiore riguarda malati, medicinali e cure sanitarie

Tra le questioni che destano maggiore apprensione vi è la continuità degli approvvigionamenti di medicinali e beni indispensabili, oltre alla possibilità di garantire gli spostamenti delle persone che necessitano di assistenza sanitaria.

«Una delle nostre maggiori preoccupazioni riguarda proprio i cittadini che hanno necessità di spostarsi per motivi di salute. Penso a chi deve raggiungere strutture specializzate per visite mediche, accertamenti diagnostici o terapie importanti, come quelle oncologiche. Ci sono persone che devono sottoporsi a chemioterapia, altre che hanno appuntamenti sanitari sulla terraferma e che non possono permettersi di rinviarli. Per queste persone la mobilità non è una comodità, ma una necessità fondamentale. È proprio per questo che guardiamo con grande preoccupazione al perdurare della crisi dei carburanti, perché le conseguenze rischiano di andare ben oltre i disagi quotidiani e di incidere su bisogni essenziali dei nostri cittadini».

Parole che richiamano l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: per chi deve raggiungere un ospedale o sottoporsi a una terapia, la possibilità di spostarsi non rappresenta una scelta, ma una necessità.

Scuole a rischio: difficoltà per studenti e insegnanti

Un altro fronte particolarmente delicato riguarda il mondo della scuola.

Le riduzioni delle corse annunciate dall’EAV rischiano infatti di creare notevoli difficoltà agli studenti che quotidianamente utilizzano gli autobus per raggiungere i diversi plessi scolastici dell’isola.

A questo si aggiunge la situazione dei collegamenti marittimi, già interessati da riduzioni delle unità impiegate da alcune compagnie a causa delle difficoltà legate al carburante.

Una circostanza che potrebbe ripercuotersi anche sul personale scolastico pendolare, in particolare sugli insegnanti che ogni giorno raggiungono Ischia dalla terraferma.

«Un’altra nostra grande preoccupazione riguarda il mondo della scuola. La riduzione dei collegamenti marittimi e delle corse degli autobus rischia di mettere seriamente in difficoltà non soltanto gli studenti che ogni giorno devono raggiungere i propri istituti, ma anche gli insegnanti e il personale scolastico, soprattutto coloro che arrivano quotidianamente dalla terraferma. Se questa situazione dovesse protrarsi, potremmo trovarci di fronte a difficoltà tali da compromettere il regolare svolgimento delle attività didattiche, con inevitabili ripercussioni sugli alunni, sulle famiglie e sull’intera comunità scolastica».

Una preoccupazione che la sindaca di Serrara Fontana non nasconde e che si aggiunge alle numerose criticità già presenti.

Anche la raccolta dei rifiuti potrebbe risentirne

Al momento, secondo quanto emerso dal confronto con l’amministrazione comunale, il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti continua a reggere.

Tuttavia, il perdurare della carenza di carburante potrebbe mettere in difficoltà anche questo settore, indispensabile per garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate sul territorio.

Un’eventuale compromissione del servizio rappresenterebbe un ulteriore problema per una comunità che sta già affrontando difficoltà negli spostamenti e negli approvvigionamenti.

«Su un’isola la mobilità è preziosa»

È proprio sulla particolare condizione geografica di Ischia che si concentra una delle riflessioni più significative emerse dal colloquio con la sindaca Irene Iacono.

Sulla terraferma, quando un prodotto non è disponibile in un comune, spesso è possibile raggiungere un centro vicino, un’altra città o una provincia limitrofa per procurarselo.

Su un’isola, invece, tutto deve necessariamente passare dal mare.

Carburanti, alimenti, medicinali, materiali e numerosi altri beni indispensabili dipendono da una catena di approvvigionamento che coinvolge inevitabilmente i collegamenti marittimi.

Quando questa catena subisce un’interruzione, le conseguenze possono propagarsi rapidamente a ogni settore della vita sociale ed economica.

Per questo motivo, secondo quanto rappresentato dalla prima cittadina, è fondamentale che le istituzioni centrali e periferiche mantengano alta l’attenzione sulle specifiche necessità delle comunità insulari.

Anche con la fine dello sciopero, il ritorno alla normalità non sarebbe immediato

C’è poi un ulteriore aspetto che non deve essere sottovalutato. Anche qualora la protesta dovesse concludersi nelle prossime ore e gli approvvigionamenti riprendessero regolarmente, per Ischia il ritorno alla normalità potrebbe non essere immediato.

La ripresa delle consegne, infatti, non coincide necessariamente con il ripristino delle scorte e dei servizi.

Occorrerebbe rifornire nuovamente i distributori rimasti a secco, ricostituire le disponibilità di generi alimentari nei supermercati, recuperare le consegne rimaste in sospeso e consentire alle attività economiche e ai servizi di riorganizzarsi.

E per un’isola tutto questo richiede un passaggio ulteriore: il trasporto marittimo.

Anche con la ripresa dei collegamenti e della distribuzione sulla terraferma, potrebbero essere necessari ulteriori tempi tecnici per far arrivare le merci, distribuirle sul territorio e riportare progressivamente i servizi alla piena operatività.

In altre parole, la fine della protesta non significherebbe automaticamente la fine dei disagi.

È anche per questa ragione che il fattore tempo diventa determinante. Ogni ulteriore giornata di interruzione rischia di allungare non soltanto la durata della crisi, ma anche quella della successiva fase di ripristino.

Il diritto di sciopero e il limite oltre il quale il disagio diventa emergenza

La protesta è uno strumento democratico riconosciuto dalla nostra Costituzione. Scioperare è un diritto e manifestare il proprio disagio può rappresentare un mezzo importante per richiamare l’attenzione delle istituzioni su problemi economici e sociali che meritano ascolto e risposte concrete.

Ma è altrettanto necessario interrogarsi sulle conseguenze che una prolungata interruzione degli approvvigionamenti può determinare, soprattutto in un territorio insulare.

Un conto è creare un disagio per rendere visibile una protesta; altro è arrivare a una situazione nella quale rischiano di essere compromessi medicinali, cure sanitarie, beni di prima necessità e servizi essenziali.

Non si tratta di mettere in discussione il diritto di chi protesta, ma di riconoscere che esistono necessità collettive che devono essere tutelate anche nei momenti di maggiore tensione sociale.

La situazione richiede dunque attenzione, responsabilità e soprattutto un confronto capace di individuare soluzioni in tempi rapidi.

Perché, se la crisi dovesse protrarsi ulteriormente, quello che oggi appare come un grave disagio potrebbe trasformarsi in una vera emergenza per l’intera comunità isolana.

Ed è proprio questo lo scenario che tutti, istituzioni e cittadini, auspicano di poter scongiurare.

Foto dal web

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